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Sedersi, cibo ed emozioni

Sedersi, cibo ed emozioni...

Siamo in genere abituati a pensare a questi tre temi separati tra loro e solo all’insorgere di alcune problematiche iniziamo a considerarli in relazione. Tutti i giorni mangiamo, proviamo emozioni e assumiamo posizioni sedute. Il punto è come facciamo queste cose, con quali conseguenze, con quale presenza e qualità.

 

Esiste una forte correlazione tra postura ed emozioni, siamo abituati a mettere in relazione le nostre posture con i nostri stati emotivi. Spesso tendiamo pensare che sono le nostre emozioni ad influenzare la nostra postura, e non viceversa.  

Che uno stato d’animo influenzi il nostro stato fisico e la nostra postura è assodato, nei luoghi comuni, e nel noto quotidiano delle persone. Il nostro corpo non avendo morale, non distingue ciò che è bene da ciò che è male, svolge il suo compito e se lo teniamo in una condizione fisica il corpo fa in modo che quella condizione sia mantenuta fino a quando, oltre un certo tempo, nascono tensioni, infiammazioni e il corpo a quel punto comunica con il suo sistema di allarme, il dolore. Tendenzialmente per uscire da uno stato d’animo particolarmente “negativo” siamo portati a pensare che solo il movimento influenzi il nostro stato emotivo. E’ noto sapere infatti che una camminata, una corsa, lo sport, il movimento in generale producendo endorfine regola il nostro stato emotivo. E la postura?  Anche la postura ha il suo ruolo e svolge un’azione fondamentale nel regolare i nostri stati emotivi. 

 

Cos’è la postura?

Solitamente pensiamo alla postura come all’allineamento del corpo o alla posizione che assumiamo seduti o in piedi. Quindi al come ci mettiamo, a come ci poniamo, ad una condizione “fissa”. In realtà la postura non può essere considerata una posizione fissa. Chiunque di noi assuma una qualsiasi postura provando a restare immobile, dopo un certo tempo, avvertirà l’esigenza di uscire dal quella postura ed entrare in un’altra. Possiamo considerare la postura come una manifestazione somatica e comportamentale condizionata da fattori esterni e interni a noi. 

Assumiamo una data postura perché veniamo influenzati dal modo in cui il corpo reagisce agli stimoli esterni, come stare seduti e in piedi, correre, comminare; dall’ambiente in cui ci troviamo e dalle strutture che utilizziamo. Le sedie per esempio non sono progettate per il nostro benessere, non aiutano ad assumere una postura funzionale ed ecologica. Inoltre esistono elementi e fattori più interni che influenzano la nostra postura, come i nostri vissuti emotivi, le sensazioni che viviamo, le percezioni, i nostri bisogni. 

Questi fattori non sono i soli che influenzano la nostra postura, abbiamo anche i continui cambiamenti metabolici. Il nostro corpo contiene un numero incredibile di cellule, si ipotizza siano 100 mila miliardi, anche se è impossibile stabilirlo con precisione e all’interno di ogni cellula avvengono circa 35000 reazioni chimiche al secondo. Pensate a quante reazioni avvengono in una una giornata, non possiamo immaginare nulla di fisso e immobile. Siamo una macchina biologica con processi metabolici in un continuo atto trasformazionale. Utile sapere che le cellule raggruppandosi danno vita ai tessuti, i tessuti agli organi e gli organi agli apparati e questi per funzionare in modo corretto hanno bisogno di un equilibrio metabolico. Per questo ogni parte del nostro corpo, ogni organo e tessuto, risentirà dell’influenza del nostro nutrimento e ogni singola cellula lavorerà con l’energia che gli verrà fornita attraverso l’alimentazione. Gli squilibri biochimici causati da una scorretta alimentazione quindi, possono nel tempo, causare disfunzioni organiche e funzionali, creando infiammazioni, dolori muscolari ed infine, alterazioni della nostra postura.

 

Il diaframma per esempio, è un muscolo a stretto contatto con le viscere, un suo squilibrio può determinare una sua contrattura, che anatomicamente potrebbe provocare una trazione sulla colonna vertebrale. Limitando la respirazione a causa del diaframma contratto si limita la propria assunzione di ossigeno, e questo si riflette sui processi metabolici del corpo con un deperimento a livello energetico.  Oltre gli effetti sul metabolismo, limitare la respirazione riduce anche la naturale mobilità del corpo. Il respiro costituisce la matrice dell'espressione emozionale, e se viene limitato da tensioni muscolari croniche ne risente tutto il corpo. Questi fattori ovviamente coesistono in ogni istante delle nostre azioni quotidiane e si influenzano reciprocamente tra loro dando vita a relazioni più o meno funzionali.

Una delle posture che manteniamo più a lungo durante la giornata è quella seduta, al lavoro, in ufficio seduti alla scrivania o in macchina, quando rientriamo a casa la sera sul divano. Stare seduti occupa un tempo significativo durante le nostre giornate. Tra le variabili di come e dove ci sediamo in questo articolo affronteremo quella di sedersi a tavola e dell’atto di mangiare.

 

Poniamoci questa domanda: Con quale stato/postura mi approccio alla tavola e all’atto di mangiare?   

Entriamo nel nostro corpo, consideriamo la vicinanza dell’intestino alla colonna lombare, appare piuttosto evidente che l’intestino si appoggia e si ancora saldamente alle vertebre della parte bassa della schiena. Se la zona lombare è sacrificata in una postura non funzionale si potranno avere effetti sull’intestino che risulterà compresso e bloccato. Oppure se consideriamo la vicinanza dello stomaco alla colonna dorsale, questo, fortemente collegato al diaframma ed ai muscoli della zona scapolare, se contratto o infiammato, potrà riflettere questa condizione creando tensioni nella zona scapolare. Anche in questo caso vale il discorso opposto, se la zona del diaframma e la zona scapolare sono bloccate come potrà lavorare il mio stomaco?

Conoscere, comprendere e modificare la nostra postura, assumendo quindi posizioni funzionali, permette di migliorare sia lo stato interno degli organi, sia il nostro stato emotivo che il proprio livello di energia. 

 

Cosa posso fare quindi per trovare una postura funzionale? 

 A questo punto possiamo considerare che la postura non è tanto come stiamo o come teniamo fermo il corpo ma piuttosto come lo muoviamo, la postura è un’attività dinamica, è il risultato dei movimenti che facciamo, del modo in cui ci relazioniamo e  percepiamo la vita, delle nostre emozioni, è il risultato del nostro modo di orientarci tra gli eventi della vita e di come questi eventi si riflettono sul corpo, è la modalità con cui entriamo in relazione nei confronti delle persone e delle cose. Nel tempo le continue risposte all’ambiente programmano il modo in cui stiamo in piedi seduti e ci muoviamo. 

Sul pianeta Terra siamo l’unico essere vivente ad avere problemi di postura. Gli animali sanno come usare il corpo all’interno delle leggi che governano il nostro pianeta, e fra tutte quella che più ci influenza, la gravità.

Siamo sottoposti alla forza di gravità 24h al giorno per tutta la nostra permanenza su questo pianeta. La gravità non la possiamo eludere, lei esiste e agisce. Dal momento in cui veniamo al mondo (in realtà anche prima) lei inizia ad influenzare il nostro modo di organizzare il corpo. Restando in tema a postura cibo ed emozioni dobbiamo ricordare che il progetto con cui è stato costruito il corpo umano lo rende plastico e gli consente un facile adattamento alle condizioni che vive. Questa plasticità ci consente di fluire nel respiro, nella digestione e in tutti i processi vitali, assumendo una verità di posizioni nello spazio, il tutto sempre sotto l’influsso della forza di gravità. Ecco che allora, assumendo una posizione seduta in modo non funzionale, ovvero in un modo che la forza di gravità anziché attraversare il copro e scaricarsi al suolo, viene trattenuta nella struttura corpo dando origine a tensioni e rigidità, rendendo così la postura poco efficiente, funzionale.

Per comprendere come trovare la propria postura funzionale necessita intraprendere un percorso di educazione corporea che consenta alla persona di potersi ascoltare nel profondo, esplorando i vari apparati che compongono il corpo e sperimentando come questi si sono organizzati nel tempo e di come e cosa sia possibile fare se il corpo raggiunge una sua integrazione strutturale.

 

La postura è quindi un compromesso, unico insostituibile e fondamentale, a cui approdiamo negoziando tra il movimento e il tenersi fermi in relazione alla gravità, in tutti gli eventi quotidiani che viviamo, tra cui anche il meraviglioso atto di mangiare. 

 

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Andrea Brighi

Certified Rolfer™

Vicepresidente Associazione Italiana Rolfing®